STEFANO ANNIBALETTO
Finché si pensò che la Terra fosse piatta, nell’immaginario comune i mari – raggiunti i suoi bordi estremi – precipitavano nel vuoto con assordante fragore.
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Finché si pensò che la Terra fosse piatta, nell’immaginario comune i mari – raggiunti i suoi bordi estremi – precipitavano nel vuoto con assordante fragore.
Verso l’immediato.
Da tempo ormai i dipinti di Franco Beraldo vanno incontrando un sempre crescente successo, un favore sempre più ampio che travalica la cerchia degli addetti ai lavori per attingere a un gradimento davvero popolare.
Per poter entrare nella pittura dl franco beraldo é necessario – ma forse lo è, in genere, per la pittura – affrontare e superare una invisibile soglia.
Ogni volta che mi fermo a guardare una tela di franco beraldo, sento questi versi risuonarmi nella memoria: ed è come un rifugio per la mente, un luogo dove ritrovare pace e silenzio e insieme godere della calma interiore che questo mondo ci ha fatto smarrire.
A prima vista la lettura delle opere di franco beraldo induce a definire quest’artista “pittore di ritorno”, citazionista ed anacronista.
Che cosa vediamo nella pittura di Franco Beraldo? Soltanto un paesaggio, una marina, una natura morta? No. Vediamo il riflesso di un’antica civiltà del dipingere: quindi l’armonia delle forme, la dolcezza dei colori, la trasfigurazione degli oggetti, l’aria stessa che circola e diventa atmosfera.
Franco Beraldo è un pittore poeta che da una ricerca nel classico, dalle atmosfere, dalla scelta cromatica ha profuso intensità.
LA DIMENSIONE METAFISICA DELL’AFFRESCO
COLLOQUIO TRA FRANCO BERALDO E PAOLO LEVI
Nella fase di avvicinamento alla pittura di Franco Beraldo il critico si documenta su cataloghi e testi di colleghi che nel tempo ne hanno seguito e interpretato la vicenda artistica.
C’è del nuovo nella pittura di Franco Beraldo. Anzi, una diversa pittura: lungo il percorso della ricerca ha da tempo lentamente preso forma ed è cresciuta fino ad ora.